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La Verdi, Crescendo in musica: Il Pifferaio magico

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C’era una volta la città di Hamelin in Germania. Era una città molto graziosa, ma aveva due grossi difetti: i suoi cittadini erano molto avari e le sue cantine piene di topi”…

4° Appuntamento della Stagione Crescendo in musica 2017 per La Verdi

 

Un Appuntamento Straordinario per la Stagione “Crescendo in Musica” con “Il Pifferaio magico”:

 

Il Pifferaio magico, Musiche di Johann Sebastian Bach

 

QUANDO:

Sabato 25 Marzo 2017, ore 16.00

 

DOVE: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
20136 Milano (MI)

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INTERPRETI:

Attrice, Rossana Gay

Attore, Tommaso Taddei Cs sostegno Ferretto Reggiseno Con Fantasie Neronero34j Alex Fl9152 Laterale 5qA3Rc4jL

Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore, Kirill Vishnyakov

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUI BIGLIETTI:

Settore A € 15,00 e 7,50 € Ridotto Bambino di età inferiore ai 14 anni
Settore B € 15,00 e 7,50 € Ridotto Bambino di età inferiore ai 14 anni
Settore C € 15,00 e 7,50 € Ridotto Bambino di età inferiore ai 14 anni
Settore D € 15,00 e 7,50 € Ridotto Bambino di età inferiore ai 14 anni

 

SETTORE A Platea dalla fila 4 alla 25; SETTORE B Balconata dalla fila 4 alla 15; SETTORE C Prime 3 file Balconata e logge e SETTORE D Prime 3 file di Platea

 

Con Associazione Ma.Ni. è possibile avere i biglietti a prezzo ridotto adulti. Scrivere a mara.grisoni@gmail.com per ricevere informazioni oppure telefonare al numero +39 327 – 79.68.987.

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PER CONOSCERE IL PROGRAMMA…

 

Il pifferaio di Hamelin (in tedesco Der Rattenfänger von Hameln, letteralmente Il cacciatore di topi di Hameln) è il soggetto di una leggenda tedesca ambientata nella città di Hameln o Hamelin, in Bassa Sassonia. È anche nota come Il pifferaio magico o titoli similari.

TRAMA

La storia si svolge nel 1284 ad Hameln (Bassa Sassonia). Un uomo con un piffero si presenta in città e propone di disinfestarla dai ratti; il borgomastro acconsente promettendo all’uomo un adeguato pagamento. Non appena il Pifferaio inizia a suonare, i ratti, incantati dalla sua musica, si mettono a seguirlo, lasciandosi condurre fino al fiume Weser, dove annegano.

La spergiura gente di Hamelin, ormai liberata dai ratti, decide incautamente di non pagare il Pifferaio. Questi, per vendetta, riprende a suonare mentre gli adulti sono in chiesa, attirando dietro di sé tutti i bambini della città. Centotrenta bambini lo seguono in campagna e vengono rinchiusi dal Pifferaio in una caverna. Nella maggior parte delle versioni, non sopravvive nessun bambino, oppure se ne salva uno che, zoppo, non era riuscito a tenere il passo dei compagni. Varianti più recenti della fiaba introducono un lieto fine in cui un bambino di Hamelin, sfuggito al rapimento da parte del Pifferaio, riesce a liberare i propri compagni. Una variante dice che i bambini entrano in questa caverna seguendo il pifferaio magico e fuoriescono da un’altra caverna, la grotta di Almaș in Transilvania. Questa era una delle leggende che spiegava l’arrivo dei sassoni in Transilvania, che così sarebbero appunto i bambini portati dal pifferaio magico di Hamelin.

ORIGINI DELLA FIABA

Il più antico riferimento a questa fiaba si trovava in una vetrata della chiesa della città di Hameln e risalente circa al 1300. Della vetrata si trovano descrizioni su diversi documenti del XIV e XVII secolo, ma pare che essa sia andata distrutta. Sulla base delle descrizioni, Hans Dobbertin ha tentato di ricostruirla in tempi recenti. L’immagine mostra il Pifferaio Magico e numerosi bambini vestiti di bianco.

Si pensa che questa finestra sia stata creata in ricordo di un tragico evento effettivamente accaduto nella città. Esisterebbe tuttora una legge non scritta che vieta di cantare o suonare musica in una particolare strada di Hameln, per rispetto nei confronti delle vittime. Nonostante le numerose ricerche, tuttavia, non si è ancora fatta luce sulla natura di questa tragedia. In ogni caso, è stato appurato che la parte iniziale della vicenda, relativa ai ratti, è un’aggiunta del XVI secolo; sembra dunque che la misteriosa vicenda di Hamelin avesse a che vedere solo con i bambini. (Paradossalmente, l’immagine del Pifferaio seguito da un esercito di topi è quella che la maggior parte delle persone associa a questa fiaba, magari senza ricordare nient’altro della vicenda).

Le principali ipotesi circa gli avvenimenti di Hamelin sono le seguenti:

  • I bambini furono vittime di un incidente; forse annegarono nel Weser, o furono travolti da una frana.
  • I bambini furono vittime di una epidemia e furono portati a morire fuori dalla città per proteggere il resto della popolazione. Si è ipotizzato che l’epidemia potesse essere di peste. Altri, con riferimento al fatto che i bambini “danzavano” dietro al Pifferaio, hanno pensato alla malattia di Huntington oppure al ballo di San Vito, piuttosto comune in Europa nel periodo che seguì le epidemie di peste nera. Secondo queste ipotesi, il Pifferaio è una rappresentazione simbolica della Morte o della malattia. Parlano di queste epidemie di ballo di San Vito la Cronaca di Erfurt del 1237 e la Cronaca di Maastricht del 1278.
  • I bambini lasciarono la città per partecipare a un pellegrinaggio, a una campagna militare, o addirittura una nuova Crociata dei bambini, e non fecero mai ritorno. In questo caso, il Pifferaio rappresenterebbe il reclutatore.
  • I bambini abbandonarono volontariamente i loro genitori e Hameln per fondare nuovi villaggi, durante la colonizzazione della Germania Orientale. Questa teoria porta come prova i numerosi luoghi con nomi simili ad Hameln sia nei dintorni della città che nelle colonie orientali. Le migrazioni di bambini nel XIII secolo sono un fatto ampiamente documentato, e quest’ultima teoria gode di un notevole credito. Il Pifferaio sarebbe un reclutatore che condusse via buona parte della gioventù di Hamelin per fondare una colonia nella Germania orientale. Tale Decan Lude, originario di Hameln, avrebbe posseduto intorno al 1384 un libro di cori che conteneva un verso in latino che riportava questo evento. Il libro è andato perduto, si pensa intorno al XVII secolo.
  • Oltre che alle “epidemie coreutiche”, vale a dire balli di gruppo aventi spesso scopo terapeutico, la leggenda del pifferaio magico include elementi mutuati da remote tradizioni orali legate al viaggio verso un misterioso luogo. Due elementi rafforzano questa idea: la presenza del bambino zoppo e il motivo della caverna. È un dato accertato dagli studi sulle religioni dell’Eurasia il fatto che la zoppìa era uno degli attributi delle persone che fungevano da mediatori con l’Aldilà. La caverna è, fin dalla preistoria, un luogo sacro e, soprattutto, un passaggio verso l’altro mondo. Molti miti in Europa, Asia e America raccontano di un eroe (spesso un cacciatore) che, inseguendo la preda, giunge in una caverna fatata nella quale vivono i Signori degli animali e che si rivela il luogo in cui la selvaggina cacciata rinasce a nuova vita.

Un racconto tedesco degli eventi di Hameln, purtroppo non illuminante, è sopravvissuto in una iscrizione databile 1602-1603, trovata proprio nella città della fiaba:

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«Nell’anno 1284, il giorno di Giovanni e Paolo
il 26 di giugno
Da un pifferaio, vestito di ogni colore,
furono sedotti 130 bambini nati ad Hameln
e furono persi nel luogo dell’esecuzione vicino alle colline»

La più antica fonte rimasta è datata circa 1440. Jobus Fincelius menziona la vicenda nel suo De miracolis sui temporis (1556), identificando il Pifferaio con il Diavolo.

Il pifferaio di Hameln, illustrazione di Augustin von Moersperg 1592, Acquarello

LA FIABA DE “Il pifferaio magico” dei fratelli Grimm

C’era una volta la città di Hamelin in Germania. Era una città molto graziosa, ma aveva due grossi difetti: i suoi cittadini erano molto avari e le sue cantine piene di topi.Di gatti neanche l’ombra perché, siccome qualcosina costavano ai padroni, erano stati cacciati.Fatto si è che i topi diventavano tanti e tanti che non era più possibile vivere nella città.

Si pensò allora di far tornare i gatti scacciati, ma i topi li misero in fuga.

Era una vita beata la loro.

Ce n’erano di tutti i tipi: topi, t’opini, ratti, rattoni e per tutti c’era da mangiare: nei granai, nelle cucine, dove c’erano molte forme di formaggio.

I poveri cittadini, non sapendo più che fare, si rivolsero al loro sindaco, ma anche quello più che dire: – Cercherò… Farò… Non so… – non faceva.

Ma ecco, che una mattina comparve in città un ometto minuto tutto brio e allegria che disse al sindaco: – Io vi libererò dai topi, ma voglio in cambio mille monete d’oro.

Al sindaco la richiesta non parve esagerata e promise la ricompensa, scambiando con l’ometto una bella stretta di mano.

L’ometto, allora, prese da un sacchetto che portava a tracolla un piffero e diede due o tre zufolate. Subito i topi che erano nello studio del Sindaco, nascosti qua e là, balzarono fuori e, quando l’uomo uscì, lo seguirono.

Il pifferaio continuò a suonare in strada e nugoli di topi lo seguirono squittendo felici.

Nelle loro testoline vedevano montagne di formaggio tutte per loro, vedevano dispense con ogni ben di Dio pronte ad essere saccheggiate.

– Tutto per voi, tutto per voi, bei t’opini! – prometteva la musica che li attraeva e li affascinava.

E la marcia trionfale del suonatore continuò: da tutte le case uscivano a centinaia topi di tutte le dimensioni, di tutte le età: anche i più saggi e i più furbi tra loro credevano a ciò che la musica magica prometteva!

E la gente, affacciata alle finestre, appoggiata ai muri delle case guardava esterrefatta e felice quella smisurata fila di roditori che seguiva il suonatore.

– Se ne vanno! Se ne vanno! Ma è possibile? Oh, che gioia! Che il cielo sia benedetto!

Finalmente quando tutti i topi della città furono riuniti dietro a lui, il suonatore si avviò verso il fiume e le bestiole dietro, sempre più affascinate dalla musica magica. Il pifferaio entrò ad un tratto nell’ acqua e quelli ancora dietro; avanzò ancora finché fu immerso fino al collo e i topi lo seguirono incantati e fiduciosi.Supersoft Womens Velour Fleece Set Pyjama Grey Sheep Nightwear Camille Character gY6f7by

Egli allora si fermò in mezzo alla correte e seguitò a suonare e i topi per un po’ nuotarono e poi, siccome da lui non potevano allontanarsi finirono per annegare tutti, nessuno escluso! Allora il suonatore uscì dal fiume, si scrollò l’acqua di dosso e si recò dal sindaco per ricevere la dovuta ricompensa.

Il sindaco, come lo vide entrare, arricciò il naso e gli chiese: – Che vuoi tu?
– Essere pagato per tutto quello che ho fatto per la città!
– Mille monete d’oro per aver suonato il piffero per poco più di un’ora?
– Senza di me i topi avrebbero distrutto le vostre case!
– Ebbene io non ti dò niente!
– Chiedi ai cittadini se sono del tuo parere.

Il sindaco si affacciò al balconcino del municipio e chiese ai concittadini quel che doveva fare e tutti furono d’accordo con lui, da quegli avaracci che erano.

Il pifferaio allora amareggiato e molto arrabbiato minacciò: – Vi pentirete oh, se vi pentirete di quello che mi fate!

Uscì in strada ed eseguì una scala col flauto soffiando a tutte gote poi, aiutandosi con le agili dita, emise dolcissimi suoni.

Tosto si videro teste di bimbi guardare giù dalle finestre, volgersi verso il pifferaio, poi un ragazzino uscì dalla casa e guardò con entusiasmo l’uomo che suonava.

A lui si unirono due, tre compagni e tutti guardavano come affascinati il suonatore.

E questi non smise di suonare, anzi la sua musica diventò più dolce e persuasiva e nella mente dei bambini faceva nascere visioni di città tutte balocchi, di città tutte dolci, senza scuole, senza adulti che volevano comandare ad ogni ora del giorno.

E la schiera ingrossava sempre più e tutti i componenti erano felice e ridevano, e tenendosi per mano cantavano seguendo sempre più affrettatamente il pifferaio.

Ed ecco i genitori rincorrere quella schiera di gioiosi figlioli che se ne andavano con l’omino così, come i topi che lo avevano seguito sino alla morte!

– Non andate con lui! Tornate per carità! – gridavano disperati i padri e le madri mettendosi a loro volta in fila.

Ma essi si stancavano da morire e non riuscivano a tenere il passo con i loro figli che camminavano sognando cose meravigliose…

Il sindaco, chiuso nelle sue stanze, si strappava disperato i capelli.

Intanto il suonatore si avviava verso la grande montagna che si trovata proprio alle spalle della città.

I bimbi dietro cantavano: erano così felici di seguire quell’omino che nessuno li avrebbe distolti dal loro proposito.

Giunsero così a metà montagna: al suono del piffero questa si aprì e tutti, pifferaio in testa, entrarono nella fenditura che si richiuse ermeticamente dietro l’ultimo della fila.

Ne restò fuori solo uno zoppetto che non era riuscito a camminare veloce come i compagni.

I cittadini che giunsero sul luogo dopo qualche tempo, lo trovarono là che piangeva disperato per non aver potuto raggiungere i suoi amici.

Dei bambini non c’era più traccia e nessuno seppe mai ciò che ne fosse stato.

VERSIONI LETTERARIE

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Il resoconto più antico in lingua inglese è quello di Richard Rowlands Verstegan (1548-1636), un antiquario e studioso di controversie religiose, nel suo Restitution of Decayed Intelligence (Anversa, 1605). Egli cita la liberazione della città di Hameln dai ratti e suggerisce che i bambini perduti siano andati a finire in Transilvania. Sembra che sia Verstegan ad aver coniato l’espressione Pied Piper (“Pifferaio Variopinto”), introducendo quello che nei paesi di lingua inglese è l’appellativo più comunemente associato al Pifferaio (in Italia invece viene comunemente chiamato “Pifferaio Magico”). Piuttosto curiosamente, la data indicata da Verstegan per gli eventi di Hamelin è completamente diversa da quelle proposte da altre fonti, ovvero il 22 luglio 1376. Le note di Verstegan furono la fonte su cui si basò in seguito Nathaniel Wanley per il suo Wonders of the Visible World (1687), a sua volta utilizzato da Robert Browning per la sua celebre poesia.

La vicenda di Hameln interessò anche Goethe, che scrisse una poesia su di essa nel 1803 e la citò anche nel suo Faust.

I fratelli Grimm, traendo informazioni da undici fonti diverse, inclusero la fiaba del Pifferaio nel loro Saghe germaniche (Deutsche Sagen), pubblicato per la prima volta nel 1816. Nella loro versione, due bambini (uno cieco e uno storpio), rimasero a Hameln; gli altri divennero i fondatori delle Siebenbürgen (Sette Città) (Transilvania).

Basandosi probabilmente sul testo dei fratelli Grimm, Robert Browning scrisse una poesia sul Pifferaio, The Pied Piper, pubblicata nel 1849; la poesia è celebre per il suo humour, per i giochi di parole, e per le rime gioiose. La poesia colloca i fatti di Hameln in data 22 luglio 1376.

«When, lo, as they reached the mountain’s side,
A wondrous portal opened wide,
As if a cavern was suddenly hollowed;
And the Piper advanced and the children followed,
And when all were in to the very last,
The door in the mountain-side shut fast»

«Quando raggiunsero il fianco della montagna
un meraviglioso portale vi si aprì,
come se si fosse creata improvvisamente una caverna;
il Pifferaio entrò e i bambini lo seguirono,
e quando alla fine tutti furono all’interno,
la porta nella montagna si chiuse velocemente»

Infine, anche lo scrittore Michael Ende ha dato una sua versione della fiaba del pifferaio magico, scritta in forma teatrale di “danza macabra” (divisa per quadri e con finale tragico) e leggermente modificata per raggiungere uno scopo di critica sociale.Il luogo menzionato da Browning è la montagna di Coppenbrügge, un luogo noto per essere stato, in tempi antichi, sede di oscuri riti pagani.

LA FIABA NEL CINEMA

La storia del Pifferaio magico di Hameln – The Pied Piper of Hamelin in inglese- è stata raccontata in vari film dall’omonimo titolo, a partire dal silent movie del 1903 e poi con altre versioni nel corso degli anni. Tra esse figurano il film tedesco del 1918 Der Rattenfänger von Hameln, diretto ed interpretato da Paul Wegener e il mediometraggio del 1985Krysař, di Jirí Barta. L’acclamato film di Atom Egoyan Il dolce domani (The Sweet Hereafter, 1997), basato sull’omonimo romanzo di Russell Banks, contiene numerosissimi riferimenti alla storia del Pifferaio. La voce narrante del film recita la poesia di Browning, con l’aggiunta di versi originali. La storia del film narra di una bambina rimasta storpia durante un incidente dell’autobus della scuola in cui tutti gli altri bambini di una piccola città canadese sono rimasti uccisi.

Nel 1971 il regista francese Jacques Demy ha realizzato un film intitolato The Pied Piper in cui il musicista e cantautore Donovan interpreta i panni del pifferaio che narra la storia del pifferaio magico. Il film è il risultato di un attento lavoro di documentazione e ricostruzione dell’ambientazione, della cultura e delle credenze medievali. Demy si è basato in particolare sulla versione inglese della storia. “Quello che mi interessava di più in questa storia” ha dichiarato Demy, “era la possibilità, vale a dire la necessità, di farvi convivere il realismo e la magia”

Nel terzo film tratto dall’anime e manga Sailor Moon, un gruppo di elfi rapisce i bambini della Terra incantandoli con il suono di un flauto, come il pifferaio di Hameln.

 

“Il Pifferaio magico” (Videolettura prodotta dal Laboratorio di Comunicazione e Narratività dell’Università degli Studi di Trento-Rovereto diretto da Marco Dallari):

“Il Pifferaio magico” (Il Pifferaio Magico della Disney):

 

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